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IndiaEveryday

mercoledì 1 luglio 2009

Lezione di marketing

La riunione di ieri è stata meno dolorosa del previsto; anzi, due riunioni, poiché anche al mattino ho avuto necessità di incontrarmi con i due dirigenti che seguono il progetto assegnatomi.
Nella prima riunione si è detto solo dello scopo di tali progetti e della metodologia da seguire. Si entrerà nei dettagli soltanto in un successivo meeting.
Invece la riunione del pomeriggio è stata, nella pratica, una lezione di marketing: tipi di progetto, tipo di cliente, errori classici da evitare. Sono d'accordo sull'importanza di scrivere sempre tutto, dalle minute delle telefonate alle slides di presentazione per la dirigenza. Non sono invece molto d'accordo sulla necessità di lasciare al cliente poca iniziativa nella gestione del progetto. Io posso proporre delle soluzioni, ma alla fine è il cliente che mi dà il suo benestare.
Ma soprattutto ieri, per la prima volta, si è pronunciata la parola "ferie", anzi "piano ferie". Era opinione comune che quest'anno le ferie sarebbero saltate, quasi sicuramente per coloro che avevano passato 3 mesi in cassa integrazione. D'accordo, in cassa ci si riposa perché non si va al lavoro, ma non le chiamerei proprio "vacanze". Intanto perché i figli continuano ad andare a scuola, quindi non ci si può allontanare da casa. E poi perché io la cassa l'ho fatta tra metà febbraio e metà maggio: a meno di scegliere mete esotiche, non è proprio una stagione da spiaggia e bagni in mare. E così spero proprio di riuscire a ricavare una settimana da passare al mare con i miei, magari a inizio settembre quando siamo in bassa stagione e si risparmia qualcosa.
Mentre sogno ad occhi aperti una spiaggia assolata e poco frequentata, mi torna in mente quello che è il mio obiettivo fisso di questo periodo: cambiare lavoro. Tra i colleghi, pur non diminuendo la scontentezza per le idee scarse sui progetti, comincio a notare una certa arrendevolezza. C'è chi pensa a cercare casa, chi all'auto nuova: insomma si fanno progetti di un certo impegno, che fino a qualche settimana fa, con l'incertezza della cassa integrazione e della possibilie mobilità, erano impensabili. Non trovo niente di male in tutto ciò, ma possibile che nel volgere di poche settimane si sia passati da un forsennato impegno a cambiare lavoro, ad una quasi totale assuefazione a ciò che il presente propone? Qualcuno dice che mantiene una sorta di "occhio vigile" sulle possibilità professionali, per cogliere l'occasione non appena si presenta. Però peccato che, dato il periodo di vacche magre che stiamo attraversando, le occasioni non si presentino così facilmente, bensì vadano ricercate con costanza. Non basta secondo me un occhio vigile, ci vuole piuttosto un impegno concreto, quotidiano: magari si può sospendere in questo periodo pre-ferie estive, ma i mesi autunnali vanno sfruttati a dovere per cercare contatti con le aziende che più interessano.
Anche perché le lamentele continuano, quindi l'assuefazione è solo in superficie, ed è data dalla stabilità che un lavoro sicuro, per quanto insoddisfacente, propone. Ma in profondità lo scontento rimane, perché non colmare questo vuoto?

2 commenti:

mondomik ha detto...

Ciao Gischio, vorrei fugare tutti i tuoi dubbi sulla gestione dei progetti con questa splendida vignetta
;-)

E per le riflessioni che poni sull'assuefazione al proprio lavoro, ti dico che purtroppo oggi è già tanto poter pensare a dei progetti!

gischio ha detto...

Carina la vignetta, l'avevo già notata sulla scrivania di qualche collega, grazie per il link comunque.
Per quanto riguarda l'assuefazione, rimango sempre dell'idea che non si debba abbassare la guardia, perché spesso le occasioni migliori si colgono in periodi come questo. E' solo più improbabile.