Mia moglie ha uno zio, fratello di sua madre, che ha capito tutto della vita. Di carattere socievole e amante della compagnia, è soprannominato “il conte zio” da me e mia madre, con chiaro riferimento al personaggio manzoniano. Ha più di 50 anni ma ben portati, l'aspetto curato, i modi da persona impegnata ma che trova sempre un momento per ascoltarti.
Verso la fine degli anni '70, dopo aver conseguito un diploma di perito elettronico, iniziò a lavorare presso un'azienda, ma i ritmi della fabbrica non lo soddisfacevano. Gli orari, il cartellino da timbrare, tirar tardi la sera a discutere e risolvere problemi, non davano appagamento al suo animo nobile.
Perciò lasciò l'azienda e si mise in proprio. Sfruttando le conoscenze di elettronica aprì un'attività di riparatore di elettrodomestici in genere, soprattutto lavatrici e lavastoviglie. Tuttavia, non prevedendo una grossa mole di lavoro, decise di rimanere in casa dei genitori, ricavando un piccolo laboratorio nello scantinato. In questo modo si poteva risparmiare sulle spese di affitto di un locale, anche se purtroppo ne derivava una minore visibilità. Non cercava del resto di pubblicizzare la propria attività; essendo il paese piccolo, si sarebbe avvalso soltanto del passaparola fra conoscenti.
Ovviamente all'inizio l'attività era modesta, ma portava nella sua esistenza i ritmi che aveva sempre desiderato.
Oggi, passati 30 anni, l'attività è ancora in piedi e i ritmi sono forse ancora più blandi.
Nel frattempo, i genitori sono venuti a mancare e ne ha ereditato la casa. Il laboratorio si è spostato in un prefabbricato attiguo all'abitazione; non perché le dimensioni siano aumentate, ma soltanto per destinare lo scantinato originario ad altri usi.
Nel frattempo si è sposato ed ha messo su famiglia. Il reddito principale è ora quello della moglie, maestra elementare, con cui vivono in quattro.
La giornata lavorativa del conte zio è estremamente varia. Se qualcuno lo va a trovare per chiacchierare e magari gli propone di fare un giro in bicicletta o una puntatina in paese, egli si dimostra sempre disponibile. Prontamente interrompe il suo lavoro per accontentare l'ospite e si prende così una pausa ristoratrice, dopo i penosi affanni derivanti da qualche manciata di minuti spesa a indagare i malfunzionamenti di una lavatrice.
Poco importa se durante la sua assenza si dovessero presentare dei clienti. “Se hanno bisogno, ritorneranno”, afferma con saggezza esemplare. Allo stesso modo, se non gli va, non risponde al telefono, nella convinzione che il cliente affezionato ritornerà sempre.
Io non ho mai visto un cliente in quel laboratorio; ma so per certo che qualcuno ci va e paga pure, talvolta in natura. Tempo fa mi disse che, grazie ad una riparazione, era riuscito a farsi dare 4 buoni per la cena alla festa del Patrono del paese.
Sul suo tavolo, soprattutto in estate, non mancano mai La Settimana Enigmistica o un buon libro da leggere. Amante della tecnologia, non disdegna riviste divulgative che trattano i più svariati argomenti: auto e fuoristrada, navigatori satellitari, viaggi e vacanze. Molto spesso queste riviste costituiscono una preziosa fonte di informazione per i suoi acquisti.
Verso la fine degli anni '70, dopo aver conseguito un diploma di perito elettronico, iniziò a lavorare presso un'azienda, ma i ritmi della fabbrica non lo soddisfacevano. Gli orari, il cartellino da timbrare, tirar tardi la sera a discutere e risolvere problemi, non davano appagamento al suo animo nobile.
Perciò lasciò l'azienda e si mise in proprio. Sfruttando le conoscenze di elettronica aprì un'attività di riparatore di elettrodomestici in genere, soprattutto lavatrici e lavastoviglie. Tuttavia, non prevedendo una grossa mole di lavoro, decise di rimanere in casa dei genitori, ricavando un piccolo laboratorio nello scantinato. In questo modo si poteva risparmiare sulle spese di affitto di un locale, anche se purtroppo ne derivava una minore visibilità. Non cercava del resto di pubblicizzare la propria attività; essendo il paese piccolo, si sarebbe avvalso soltanto del passaparola fra conoscenti.
Ovviamente all'inizio l'attività era modesta, ma portava nella sua esistenza i ritmi che aveva sempre desiderato.
Oggi, passati 30 anni, l'attività è ancora in piedi e i ritmi sono forse ancora più blandi.
Nel frattempo, i genitori sono venuti a mancare e ne ha ereditato la casa. Il laboratorio si è spostato in un prefabbricato attiguo all'abitazione; non perché le dimensioni siano aumentate, ma soltanto per destinare lo scantinato originario ad altri usi.
Nel frattempo si è sposato ed ha messo su famiglia. Il reddito principale è ora quello della moglie, maestra elementare, con cui vivono in quattro.
La giornata lavorativa del conte zio è estremamente varia. Se qualcuno lo va a trovare per chiacchierare e magari gli propone di fare un giro in bicicletta o una puntatina in paese, egli si dimostra sempre disponibile. Prontamente interrompe il suo lavoro per accontentare l'ospite e si prende così una pausa ristoratrice, dopo i penosi affanni derivanti da qualche manciata di minuti spesa a indagare i malfunzionamenti di una lavatrice.
Poco importa se durante la sua assenza si dovessero presentare dei clienti. “Se hanno bisogno, ritorneranno”, afferma con saggezza esemplare. Allo stesso modo, se non gli va, non risponde al telefono, nella convinzione che il cliente affezionato ritornerà sempre.
Io non ho mai visto un cliente in quel laboratorio; ma so per certo che qualcuno ci va e paga pure, talvolta in natura. Tempo fa mi disse che, grazie ad una riparazione, era riuscito a farsi dare 4 buoni per la cena alla festa del Patrono del paese.
Sul suo tavolo, soprattutto in estate, non mancano mai La Settimana Enigmistica o un buon libro da leggere. Amante della tecnologia, non disdegna riviste divulgative che trattano i più svariati argomenti: auto e fuoristrada, navigatori satellitari, viaggi e vacanze. Molto spesso queste riviste costituiscono una preziosa fonte di informazione per i suoi acquisti.
Appena fuori dal laboratorio, durante la bella stagione si possono scorgere una sdraio e un tavolino con occhiali da sole e bicchiere di bibita. Il tutto quando ovviamente non va in vacanza: allora monta insieme alla famiglia sul fidato camper e parte per rilassarsi in giro per l'Europa. Non sa mai con certezza quando farà ritorno a casa: dipende dal tempo e da quanto si divertirà.
La sua vera passione è però il deserto. Quasi ogni inverno, ma questa volta senza la famiglia, va in Africa a godersi il caldo. Vive in tenda, si accampa con le tribù berbere e sperimenta così la vita primitiva. Talvolta mi porta anche dei souvenir: una rosa del deserto, dello zafferano in polvere e altre amenità esotiche.
Vi chiederete a questo punto come faccia a campare. La famiglia gli ha lasciato molti terreni: ogni tanto ne vende uno e ne ricava quanto basta per un po' di mesi o per un acquisto importante. Finiti quei soldi, c'è sempre lo stipendio della moglie o, se non sufficiente, la pensione della suocera, che gode pure della reversibilità del suocero.
Siccome un giorno i terreni saranno tutti venduti, il conte zio ha deciso di trovare per tempo una soluzione. Da un annetto ha cominciato infatti a prendersi cura di un fratello di suo padre, che non si è mai sposato né ha avuto figli, e che purtroppo non gode di buona salute. Pero' gode di una buona pensione e, soprattutto, possiede una casa in centro e molti altri terreni.
Insomma questa è, in estrema sintesi, la vita curiosa del conte zio. Non l'ho mai visto preoccupato di nulla, né del presente, né tanto meno del futuro.
Ho preso la mia decisione: da grande, voglio fare il conte zio!
La sua vera passione è però il deserto. Quasi ogni inverno, ma questa volta senza la famiglia, va in Africa a godersi il caldo. Vive in tenda, si accampa con le tribù berbere e sperimenta così la vita primitiva. Talvolta mi porta anche dei souvenir: una rosa del deserto, dello zafferano in polvere e altre amenità esotiche.
Vi chiederete a questo punto come faccia a campare. La famiglia gli ha lasciato molti terreni: ogni tanto ne vende uno e ne ricava quanto basta per un po' di mesi o per un acquisto importante. Finiti quei soldi, c'è sempre lo stipendio della moglie o, se non sufficiente, la pensione della suocera, che gode pure della reversibilità del suocero.
Siccome un giorno i terreni saranno tutti venduti, il conte zio ha deciso di trovare per tempo una soluzione. Da un annetto ha cominciato infatti a prendersi cura di un fratello di suo padre, che non si è mai sposato né ha avuto figli, e che purtroppo non gode di buona salute. Pero' gode di una buona pensione e, soprattutto, possiede una casa in centro e molti altri terreni.
Insomma questa è, in estrema sintesi, la vita curiosa del conte zio. Non l'ho mai visto preoccupato di nulla, né del presente, né tanto meno del futuro.
Ho preso la mia decisione: da grande, voglio fare il conte zio!